• Il Purgatorio di Dante

Il Purgatorio di Dante interpretato da Vittorio Sermonti

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Esaurito

1° Pubblicazione 1321 (1472 editio princeps)
Versione integrale –
Durata 24h 24m –
Letto da Vittorio Sermonti –
emons:audiolibri

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Descrizione prodotto

Il Purgatorio di Dante interpretato da Vittorio Sermonti

Nell’estate del 1940, un ragazzo di undici anni ascoltò il padre che leggeva e spiegava ai fratelli maggiori l’Inferno di Dante; le due estati seguenti toccò a Purgatorio e Paradiso. Proprio quel ragazzo, che all’epoca capiva meglio il concerto che facevano le cicale che non le terzine del poeta, mezzo secolo più tardi avrebbe letto e spiegato Dante ai microfoni della radio e in più di cinquecento letture pubbliche. Vittorio Sermonti ha consentito a “qualunque italiano dotato di cultura media, intelligenza e un po’ di passione di ripercorrere il più gran libro scritto in italiano senza interrompere continuamente l’avventura per approvvigionarsi di notizie e delucidazioni.” Così è nato questo “racconto-commento” della Divina Commedia. Una prosa insieme raffinata e colloquiale, accurata e ironica; letto con l’impudenza della prima volta, col batticuore dell’ultima, dal principio.

DANTE
Dante (diminutivo di Durante) nacque a Firenze, in una data compresa tra il 14 maggio e il 13 giugno del 1265. Il padre, Alagherio di Bellincione, apparteneva a una famiglia della piccola nobiltà cittadina, da tempo decaduta economicamente; la madre era Bella degli Abati.
Nel 1277 Dante fu promesso sposo a Gemma Donati, della famiglia cui facevano parte i Guelfi di parte Nera. Il matrimonio, combinato per ragioni di interesse, si celebrò forse nel 1285 e dall’unione nacquero 3 o 4 figli, tra cui Pietro e Jacopo, i primi commentatori della Commedia.
Poco sappiamo della sua formazione culturale, ma di sicuro ebbe come maestro Brunetto Latini, autore del Trésor e del Tesoretto. In un periodo imprecisato fu a Bologna, dove studiò (forse medicina) all’Università cittadina.
Nel 1283, a diciotto anni, Dante incontrò nuovamente Beatrice, da identificare forse con una Bice figlia di Folco Portinari; il primo incontro era avvenuto a nove anni. In quel periodo iniziò a scrivere poesie, dapprima ispirandosi a Guittone d’Arezzo e ai «siculo-toscani», poi accostandosi allo Stilnovo. Diventò molto amico di Guido Cavalcanti, nonché di Lapo Gianni e Dino Frescobaldi, tutti appartenenti alla cerchia stilnovista.
Nel 1290 (8 giugno) morì Beatrice. Gli anni seguenti videro, da un lato, la sistemazione delle poesie giovanili nella Vita Nuova, dall’altro un periodo di «traviamento» morale che coincise con l’inizio di severi studi filosofici. In quel periodo Dante compose poesie di stile «comico», come la «Tenzone» con Forese Donati, nonché le Rime petrose, dedicate a una donna Petra antitetica rispetto alla donna-angelo dello stilnovo.
Nell’ottobre 1301 i Bianchi al governo inviarono un’ambasceria a Roma (o forse ad Anagni) per sondare le intenzioni del papa, Bonifacio VIII, che per affermare la propria egemonia in Toscana appoggiava i Neri. Dante prese parte alla missione, ma il 1° novembre le truppe angioine di Carlo di Valois entrarono con la forza a Firenze e rovesciarono il governo dei Bianchi, con l’appoggio del papa. I Bianchi vennero cacciati dal governo e iniziarono dure repressioni, che comportarono molti provvedimenti di esilio.
La notizia raggiunse Dante mentre era sulla via del ritorno: il 17 gennaio 1302 fu colpito da una prima condanna per baratteria (cioè corruzione in atti pubblici), che prevedeva due anni di esilio e una multa di cinquemila fiorini; non essendosi presentato, la pena fu commutata nella confisca di tutti i beni e nel rogo (10 marzo). È quasi certo che l’accusa rivolta a Dante fosse falsa.
Dapprima il poeta di unì agli altri esuli di parte Bianca, tentando di rientrare con la forza a Firenze, ma dopo alcuni tentativi falliti se ne staccò e fece «parte per se stesso» (specie dopo la sanguinosa battaglia della Lastra, 29 luglio 1304, che vide la rovinosa disfatta dei fuorusciti).
Iniziò un lungo periodo di viaggi e peregrinazioni per l’Italia, che possiamo solo in parte ricostruire. Fu a Treviso, in Lunigiana, nel Casentino, dove ottenne protezione da diversi signori italiani in cambio di servigi di vario tipo, soprattutto diplomatici. In quegli anni compose il Convivio e il De vulgari eloquentia, prima di dedicarsi alla Commedia.

VITTORIO SERMONTI
Vittorio Sermonti (1929-2016), narratore, poeta, saggista, traduttore di classici, attore e regista. Si è sempre occupato del rapporto fra la scrittura e la voce, insomma, dell’energia vocale latente nel linguaggio letterario. Ha scritto, fra l’altro, quattro romanzi (l’ultimo nel 2016 Se avessero), un libro di racconti, un saggio epopea sul calcio, un volume di poesia; dal 1988 al 1993 ha pubblicato la Commedia di Dante; nel 2002 Sempreverdi, nel 2007 la traduzione dell’Eneide, nel 2009 Il  vizio di leggere, nel 2014 la traduzione delle Metamorfosi di Ovidio, nel 2015 Il vizio di scrivere. Nel 2017 L’ombra di Dante.

Informazioni aggiuntive

Tipologia

CD

Autore

Alighieri Dante

Pubblicazione

1321

Durata

oltre le 20 ore

Versione

Integrale

Letto da

Vittorio Sermonti

Produttore

EMONS AUDIOLIBRI

Ambientazione

Inferno

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