Perché provare gli audiolibri (Il Libraio 20/06/17)

 “Ascoltando un audiolibro vi accorgerete di tutte le sfumature che vanno perse con la lettura silenziosa…”.
Su ilLibraio.it il punto di vista di Isabella Milani, insegnante e blogger, che spiega le tante opportunità che offrono gli audiolibri (anche a scuola)

Avete mai ascoltato un audiolibro?

Sono sicura che ancora troppi di voi non hanno mai provato un audiolibro.
“Chissà com’è…”
“Non ho la pazienza di ascoltare”.
“Preferisco leggere”.
“Ho provato, ma mi distraggo”.

Ecco, mi rivolgo a voi, cercando di spiegare che cosa significa fare questa esperienza.
Premetto che insegno italiano, e posso dire di saper leggere abbastanza bene, anche dal punto di vista interpretativo. Ho sempre dedicato molta attenzione all’insegnamento della lettura espressiva, perché credo che se si capiscono le sfumature, anche della punteggiatura e delle pause, si capisce meglio il pensiero dell’Autore. Sono convintissima del fatto che una buona lettura sia alla base anche di una buona comprensione del testo, e che rappresenti la premessa della capacità di commentare e recensire un testo narrativo o una poesia. Per capire bene un testo bisognerebbe leggerlo a voce alta, perché in questo modo siamo costretti a porci delle domande: “Come lo devo leggere? Con quale tono, con quale volume, con quali pause, con quale velocità?”. E questo significa chiedersi come lo avrebbe letto l’autore.

Quando leggo ad alta voce devo decidere se il tono deve essere allegro, malinconico, triste, arrabbiato, eccetera; devo adeguare al contenuto del testo il tono della voce, il volume, la velocità di lettura, le pause.
Per esempio, se nel testo viene descritta una persona triste in una situazione dolorosa, il tono potrà essere triste, il volume basso, il ritmo di lettura lento, e certe pause dovranno essere lunghe, perché si suppone che la persona stia pensando, o non abbia più la forza di parlare. Se si descrive una persona allegra, entusiasta, che racconta di aver vinto un premio, il tono sarà gioioso, il volume alto e il ritmo sarà veloce e concitato.

Ecco, tutto questo viene perso nella lettura silenziosa, mentale, che usiamo quando leggiamo un libro.  E solo quando ho comperato il mio primo audiolibro ho capito quanto possa arricchire l’esperienza della lettura. E ho intuito subito quanto l’ascolto in classe di un audiolibro potesse dare risultati straordinari. Negli ultimi anni l’ho fatto sia con testi di narrativa che di poesia. Ed è stato magnifico. Ho scelto alcune pagine e le ho distribuite agli alunni. Gliele ho lette io. Ho chiesto che le leggessero più volte a casa e poi ho portato l’audiolibro e ho fatto ascoltare e riascoltare lo stesso brano. Ho fatto leggere i ragazzi insieme all’attore, finché non hanno imparato a leggerlo esattamente come l’attore: con lo stesso tono, le stesse pause, gli stessi cambiamenti di volume, e di ritmo. Lo hanno imparato a memoria. Ed è in quel momento che hanno capito davvero che cosa significa leggere bene, e hanno provato l’ebbrezza di sentirsi colti. Dopo aver fatto questo, molti alunni cercheranno la loro personale interpretazione dei testi. E nessun alunno si accontenterà di leggere come prima.

Quando si prova l’esperienza dell’audiolibro, seguendo le poche e semplici regole che adesso dirò, vedrete che non ci rinuncerete più.
Cerco di rendere l’idea meglio che posso.
La prima ed essenziale regola è questa: quando si ascolta un audiolibro si fa solo quello. Ci sono persone che ascoltano mentre guidano, mentre cucinano, mentre fanno esercizi di stretching. Fatevi spiegare da loro che cosa provano. Io – così- non ci riesco, e credo che, anche se hai una grande capacità di concentrazione (non è il mio caso e credo neanche il caso di molti di voi), facendo due cose insieme si viene a perdere la bellezza della scrittura. A me piace ascoltare gli audiolibri principalmente quando sono in vacanza, seduta o sdraiata, di solito sulla spiaggia. E a volte il benessere è tale che mi addormento felice. E ricomincio in un altro momento dall’ultimo punto che ricordo. Poco male.
La seconda regola è quella di comperare un audiolibro solo dopo avere ascoltato la voce di chi legge: tutti gli editori di audiolibri prevedono qualche minuto di ascolto nel loro sito. La voce del lettore deve piacervi. Se non vi piace, finisce per non piacervi neanche il libro.
Le regole sono finite. Aggiungo solo che a me piace comperare sia l’audiolibro che il libro cartaceo. E ogni tanto leggo qua e là quello che ho ascoltato e che mi è piaciuto particolarmente. Ma non è indispensabile.

Ascoltando un audiolibro vi accorgerete di tutte sfumature che vanno perse con la lettura silenziosa. La lettura silenziosa mira essenzialmente al contenuto, alla storia, alle riflessioni. Ma la bellezza di un libro consiste molto anche nei silenzi, nella commozione della voce, nelle emozioni che traspaiono da una scoperta, da una sorpresa, da un dolore, da una gioia. E al di là delle parole scritte e lette, la voce può comunicare amore, malinconia, paura, vergogna. Anche se non ci sono frasi che descrivono esplicitamente quei sentimenti o quelle emozioni.

A questo sottolineo il fatto che ascoltando un attore – e ancora di più un autore – che legge, alle emozioni e alla personalità del personaggio si sommano le emozioni e la personalità dell’autore, del lettore e anche nostre. Perché non stupitevi se ascoltando scoprirete in voi emozioni che non conoscevate. E non stupitevi se dopo un po’ cominciate a credere che la voce del lettore è quella del personaggio.

Ascoltare un audiolibro e non fare niente altro è un’esperienza magnifica, un coccolarsi che ha pochi rivali: è come avere qualcuno che ti prepara i tuoi piatti preferiti e te li serve; come avere qualcuno che ti fa vento quando hai caldo, che ti accarezza quando sei triste.
Provate, e fatemi sapere.

giugno 20th, 2017|Categories: Parlano di audiolibri, Scuole|0 Commenti

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