Harriet Beecher Stowe e La capanna dello zio Tom

scrittrice americana (1811-1896), nata nel Connecticut, settima figlia di un pastore contrario alla schiavitù e orfana di una madre favorevole all’istruzione delle donne. A vent’anni si trasferisce nell’Ohio, in una città confinante con il Kentucky dove vigeva ancora lo schiavismo, lì inizia a scrivere articoli per i giornali locali,  e sposa un professore di letteratura biblica. La vicinanza con il Kentucky, mette Harriet in contatto diretto con le persone fuggite dal Sud e con i loro racconti strazianti. L’approvazione, nel 1850, della legge nota come “Fugitive slave act” (La legge dello schiavo fuggiasco,  stabiliva il divieto assoluto di aiutare i fuggiaschi e l’obbligo di denunciarli, su tutto il territorio americano. Inoltre sanciva il diritto dei proprietari, di far catturare e ricondurre in schiavitù gli afroamericani in fuga, anche oltre i confini degli Stati schiavisti). Questa legge contribuisce a convincere Harriet Beecher Stowe sulla nocessità di smuovere le coscienze sopite dei cittadini del Nord, con la scrittura di un romanzo per spiegare le vere condizioni di vita degli afroamericani, schiavi. Nasce così La capanna dello zio Tom, pubblicata a puntate prima sulla rivista abolizionista di Wasinghton “National Era” nel 1851, e poi in due volumi nel 1852. Solo nel primo anno vengono vendute trecentomila copie, ma accusata dai sudisti di falsità, nel 1853 deve redigere la “Guida alla Capanna dello zio Tom” un rendiconto delle fonti che provano l’attendibilità delle notizie date nel romanzo sulla condizione degli schiavi.

Al termine della guerra di secessione Abraham Lincoln ringrazierà pubblicamente Harriet Beecher Stowe per il contributo dato con il romanzo, alla lotta contro la schiavitù.

La capanna dello zio Tom

Attraverso il protagonista, lo schiavo Tom, Harriet Beecher Stowe descrive l’orrore della schiavitù, e ne evidenzia la sistematica brutalità che colpisce gli schiavi, separando i figli dalle madri, lasciandoli in balia di persone alle quali la legge consente di decidere sulla vita altrui. La famiglia Shelby, proprietaria di Tom, tratta apparentemente i propri schiavi con pietà cristiana. Tuttavia, quando i debiti rischiano di compromettere la sua sopravvivenza, il signor Shelby non trova altra soluzione che vendere Tom e un bambino di cinque anni, Harry, confermando con questo gesto la  loro vera natura.

Harry è salvato dalla madre Eliza, che preferisce rischiare la vita nella fuga invece di perdere il figlio. Mentre Tom, per non aggravare la situazione degli Shelby e, di conseguenza, la sorte degli altri schiavi, accetta un destino che lo conduce nella piantagione di un uomo alcolizzato e senza scrupoli, Simon Legree. Qui Tom si rifiuta di rivelare il piano di fuga di due schiave e per le percosse subite muore tra le braccia del figlio di Shelby, giunto alla piantagione per riacquistarlo e riparare all’errore del padre.

Altre opere di Harriet Beecher Stowe:

  • Mayflower (1843)
  • Dred: una storia della grande palude desolata (1856)
  • Il corteggiamento del pastore (1859)
  • Cittadini d’altri tempi (1869)
  • Mia moglie ed io (1871)
  • Palmetto Leaves (1873)
  • Gente di Poganuc (1878)

Simona, LIBRIraccontati

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