Ascoltare gli audiolibri è un’esperienza che gratifica tutti i sensi. Ogni movimento, ogni gesto, ogni pensiero: questo è arricchire sia la scrittura sia la lettura. Chi “non ha tempo per leggere”, adesso ce l’ha.

Da IL MIO LIBRO di Alessandra Minervini

Audiolibro è un termine ombrello: contiene molti significati e sensi. Forse per questo non tutti gli (audio) lettori, almeno in Italia, ne hanno colto le magnifiche potenzialità, confondendo la sua diffusione con qualcosa che rovina la tradizione letteraria. “Audiobook peggio degli ebook!”

In America la situazione è molto diversa. Il giro di affari del mercato dei libri sonori raggiunge milioni di euro e gli audiolibri sono trattati come libri normali dalla stampa, dunque recensiti, e i lettori li straleggono.
Anche gli scrittori americani non si sono fatti perdere questa occasione. Jeffery Deaver, scrittore da quaranta milioni di copie vendute, ha pensato, scritto e raccontato una storia solo per un supporto audio: non esiste e non esisterà mai in altre versioni.

La vera sfida per gli editori, e il vantaggio per i lettori, è proprio questa: creare contenuti che possano essere “letti” solo con le orecchie. In Italia un’operazione narrativa del genere la compie, da diversi anni, l’autore e regista radiofonico Sergio Ferrentino, che nella sua Fonderia Mercury sperimenta con successo una serie di adattamenti sonori. Ferrentino sostiene che “oggi perfino la radio è diventata un imbuto per le storie: troppi costi, pochi spazi. Se c’è un luogo dove le storie possono viaggiare liberamente quello è il mondo digitale (audio)”.
Nasce così un’impresa narrativa che riporta tutta la tradizione del radiodramma e dell’oralità dentro la parola scritta di autori come Massimo Carlotto o Carlo Lucarelli. “Scrivere una storia che verrà solo ascoltata – dice Ferrentino – è dare priorità all’immagine acustica”. Lavorare con le parole, in senso musicale ma anche sfidare la costruzione di una frase in modo da renderla più visibile all’orecchio che all’occhio.

Un’esperienza che comprende in realtà tutti e cinque i sensi. Ogni movimento, ogni gesto, ogni pensiero dei personaggi devono essere adattati al tipo di supporto. Questo è arricchire sia la scrittura che la lettura. Non impoverire la tradizione. Il tipo più diffuso di libro audio resta comunque quello in cui l’intero romanzo, di solito un classico della letteratura, viene riletto integralmente senza spostare una virgola dall’originale.

La casa editrice Emons, specializzata nel settore, propone invece la stessa cosa, lettura integrale del libro, interpretata da attori che restituiscono una nuova voce a una storia nota. Ci sono infine autori, come Stefano Benni che leggono le proprie storie per i lettori. Se i libri fanno miracoli, la tecnologia li realizza. Con gli audiolibri si raggiunge il perfetto equilibrio tra tempo a disposizione per la lettura e tempo per leggere.

Con gli audiolibri puoi “leggere” mentre guidi oppure mentre cammini oppure quando hai gli occhi disidratati dallo schermo (esagero? Non credo, prova chiedere in farmacia quanti tipi di lacrime artificiali sono in commercio). Chi “non ha tempo per leggere”, adesso ce l’ha.

ILMIOLIBRO

*Alessandra Minervini lavora come editor della narrativa italiana per LiberAria e come consulente di progetti editoriali per la Scuola Holden. Ha cambiato molte città, tagli di capelli, e tantissime idee. Ma Fëdor Dostoevskij resta, da sempre, il suo scrittore preferito